LA FORZA: nel rispetto IL CUORE: nella coscienza

DIRITTI NEGATI - DIRITTI VIOLATI      DIRITTI NEGATI - DIRITTI VIOLATI      DIRITTI NEGATI - DIRITTI VIOLATI

(ORDA CALABRA IN OSPEDALE)

Ciò che non è riuscito nemmeno a Cetto La Qualunque, (l’esilarante personaggio creato dalla fantasia del geniale Antonio Albanese, – cioè “piazzare”, nella sua Calabria, la figlia come Primario di Cardiologia nell’Ospedale malgrado l’indiscussa abilità: “… dovreste vederla che mani di fata ha mia figlia Jenet, dovreste vederla quando sfiletta i delfini che pesco la domenica mattina … (vedi you tube: Cetto La Qualunque (il delfino)”, – è riuscito magistralmente a (omissis …..(1) al prof. (omissis …..(2) dell’Ospedale (omissis ….(3) diretto dal prof. (omissis …..(4).

Ebbene si! La calabrese sfilettatrice di delfini Jenet – dopo anni e anni di peregrinaggi – è approdata in Regione trovando ad aspettarla la giusta e meritevole collocazione da medico chirurgo in una Struttura Sanitaria Pubblica, considerata all’avanguardia sia per i servizi resi ai cittadini, sia per i corsi di laurea riconosciuti a livello internazionale. E’ proprio qui, che il prof.(omissis …..(2)) in prima persona si è ingegnato nel creare appositamente un “posto” in cui si richiedessero le indubbie professionalità “sfilettatrici” di Jenet; prodigandosi senza tentennamenti e senza risparmio di energie nel proporre sollecitamente tale assunzione, ed in seguito – usando tutto il suo sangue freddo con nervi saldi e determinazione – riuscendo anche a far passare tra le pur strette maglie dei controlli della Corte dei Conti, (che in prima istanza aveva manifestato qualche perplessità (5) questo affidamento d’incarico, adducendo l’indispensabilità di potersi garantire tale eccellenza, appellandosi sicuramente (in ultima battuta) a quanto recita un comma in merito ai requisiti occorrenti per i conferimenti d’incarico CO.CO.CO. (vedi: Art. 7, comma 6, del D. Lgs.165/2001): “E’ possibile il conferimento diretto degli incarichi nei casi in cui la particolarità dell’ambito, la specificità dell’intervento o la peculiarità delle prestazioni rendano necessarie professionalità e competenze così singolari o attagliate alle situazioni, da non consentire forme di comparazione.” (vedi: 6. Procedure comparative per il conferimento degli incarichi di co.co.co.) Sic! Nulla da obbiettare, qui si chiude la bocca a tutti: specializzazione in “sfilettatura” di delfini! Sfido chiunque a trovare una qualsivoglia forma di comparazione! Queste, son cose da sapere! Perché sprecare tanti anni chini sui libri a studiare, quando è sufficiente che qualcuno – insediato nei punti chiave – dotato di un po’ di fantasia e creatività non disgiunta da una buona dose di spregiudicatezza ne faccia richiesta, e chiunque: giovane, vecchio, in possesso di titoli o meglio nell’assoluta mancanza di questi, ha la possibilità di essere assunto CO.CO.CO. con contratto a tempo determinato!?

E questo avviene nel “pubblico”! Perfettamente consentito anche in regime di blocco delle assunzioni! Considerando la retribuzione “libera” e il rinnovo del contratto prorogabile all’infinito, ben venga il “precariato”! Può esistere chi possa preferire il posto “fisso” a 1.200€, piuttosto che quello “precario” con retribuzione da concordare a piacimento, senza frontiere? Il tutto in “ deroga” al blocco delle assunzioni e del turn over in atto in questa struttura, da più di un anno! Ecco la ricetta per debellare la disoccupazione!!!

Comunque, essendo a conoscenza dell’”ufficiale” motivazione addotta nella richiesta di affidamento, dubito fortemente, – considerata la complessità dell’ambito ed i tempi occorrenti per acquisire la necessaria esperienza e professionalità – che ci si possa aggiudicare titoli e competenze nell’arco temporale di un semestre di volontariato Jenettiano in reparto, senza per altro vantare alcuna conoscenza in campo medico, nemmeno nei “fondamentali”, quali il saper “osservare” una radiografia dal giusto verso o scegliere l’utensile/ferro chirurgico adatto all’uopo al primo “tentativo”, il che può far si che ci si possa sentire legittimamente autorizzati ad ipotizzare una maggiore dimestichezza con diapositive di vacanze familiari e ferri da calza (senza nulla togliere a svaghi ed attività di ordine domestico, di per sé lodevoli se circoscritte ad una dimensione casalinga), nel capitolo “CHI E’ JENET”, non si avrà difficoltà a trovare conferma a questa ipotesi.

Tutto si è svolto a tempo di record! Riassumendo: sei mesi di volontariato/tirocinio in reparto, e quel fenomeno naif di Jenet è riuscita ad acquisire titoli, specializzazioni, competenze ed esperienze per le quali occorrerebbero 30 anni di continua ed ininterrotta professione!

Del resto in questo ospedale i tempi record riguardano anche le liste d’attesa: solamente dai 12 ai 16 mesi per aver l’onore di poter accedere alle cure, un dettaglio trascurabile! Qui parrebbe che la priorità debba essere data all’aggiudicarsi certe “alte professionalità” come un fiore all’occhiello al prestigio di questa struttura all’avanguardia! Non si potrebbe escludere che in un prossimo futuro, (se non da subito, in occasione della celebrazione del bilancio d’attività svolta negli ultimi anni da questo polo sanitario) Jenet venga insignita di un’onorificenza entrando di diritto nel novero di coloro che ne hanno fatto grande il nome! (6)

Intanto, l’imperturbabile prof. Pigmalione (2), (ormai circonfuso dall’aura La Qualunque) dopo aver fatto letteralmente carte false, (riuscito a farla franca, in un gran sfregar di mani e pacche sulle spalle, in perfetto stile “amici miei”) per assicurarsi sempre la sfilettatrice al proprio fianco (ormai sarebbe come privarlo della linfa vitale!) pare, abbia deciso in sovrappiù di farsi coadiuvare nell’attività didattica! Insomma, bando agli scrupoli! Jenet rappresenta per lui un’inestinguibile fonte di immensa soddisfazione!

Ha un ché di commovente cogliere l’espressione compiaciuta e sognante che và a stamparsi repentinamente sul volto dell’esimio Pigmalione ogni qual volta viene sopraffatto dall’apparire della sua pupilla, ciabattante in svolazzar di camice, attorniata dagli studenti disciplinati, rispettosi, ansiosi di compiacerla e scrupolosi nell’attendere alle sue direttive, come da copione! Una soap opera trash in piena regola, con tutti gli ingredienti, nessuno escluso! A parte che … risulterebbe più credibile Ruby nei panni della nipote di Mubarack che Jenet in quelli di un medico!

Ma, tant’è, trash o meno, la pantomima continua indisturbata, a beneficio degli studenti, dei pazienti e di tutti noi cittadini inconsapevoli che pur facendo da comparse paghiamo (oltre il cachet di Jenet ) pure il biglietto (il ticket sanitario)! O forse … (si potrebbe peccare di ingratitudine!) tutto ciò è una sorta di clown terapia per alleviare il disagio dei pazienti!?

A proposito di soldi, proprio questi rappresentano un tasto dolente per il nostro prof. Pigmalione! L’unico cruccio che alberga nel suo tenero cuore … Non essere riuscito a spuntare per il suo “tesoro” un compenso degno: 78.000,00€ lordi per un anno (7)! Un misero (cachet) stipendio mensile di 5.100,00€ netti al mese! E poi … quelle trattenute in busta paga! Un vero e proprio affronto! La “sfilettatrice” pare non abbia mai dichiarato un euro al fisco in tutta la sua vita! E che dire dell’ulteriore oltraggio al buon nome della famiglia La Qualunque!? C’è di che non alzare più la testa: percepire uno stipendio solo di poco superiore a quello del Primario dell’Ospedale Molinette di Torino, prof. Mauro Salizzoni, che in un articolo apparso sulla STAMPA di Torino (sabato 13 agosto pag.7) dichiara di prendere uno stipendio di 4.600,00€ netti al mese soltanto per “cambiare il fegato”! (8)

Nonostante questa mortificazione, Pigmalione e la matura Jenet dal marcato accento calabro non demordono! Pur storcendo la bocca per il disappunto, Jenet sa che mettendo in campo tutta l’artiglieria dell’accudimento muliebre, già ben avvantaggiata dalla consapevolezza dell’ascendente esercitato sul “capo”, il prof. (omissis …(2) che pare notoriamente “sensibile”, lusingato ed appagato non tarderà a far realizzare i grandi progetti che già da tempo ha in serbo per lei! Ci penserà lui! Almeno una cosa è certa, anche se l’incarico di consulenza cesserà allo scadere del contratto annuale, il 30 novembre 2011, tutto lascia presagire che la “sistemazione” assumerà una veste nuova a tempo indeterminato, (più accuratamente occultata!) maggiormente redditizia e prestigiosa (non si dice forse, che: “l’appetito vien mangiando?” Non si può certamente dire che l’ambiziosa, vorace Jenet possa aver mai sofferto di questo genere di inappetenza, se si considera ciò che ha accumulato e continua ad accumulare a nostre spese, – lo si vedrà più avanti, sarà molto istruttivo!).

Ma il bello deve ancora venire …. se avete lo stomaco forte potete proseguire.

(ARTEFICI DI … LEGALITA’ !)

Intanto, affannosamente, sempre a tempo di record, portandosi avanti nei lavori, il prof. Pigmalione, si è già da tempo attivato: 1° con il blindare la struttura ( sempre a spese nostre beninteso!), provvedendo innanzitutto a far installare – in tutta l’area ospedaliera – armadietti dotati di serratura ad uso degli utenti atti al deposito obbligatorio (pena acide e prepotenti reprimende unite alla minaccia della preclusione all’accesso delle prestazioni sanitarie) di capi di vestiario, borse e quant’altro (dove banchettano giubilanti colonie di batteri, microbi e parassiti vari – considerato il continuo, ripetuto e notevole utilizzo – in barba ad ogni più elementare norma igienica! Ma cosa volete che sia la realtà della recrudescenza di malattie ormai considerate debellate ma di recente tornate pericolosamente in auge unite alle attuali, non meno preoccupanti, che la promiscuità favorisce!?). 2° con il precludere al paziente la possibilità di farsi accompagnare nell’area di cura da persona di propria fiducia. Insomma, tutti zitti e a cuccia: giovani, vecchi, bambini, intruppati disciplinatamente con il loro bravo numerino (a quando la pettorina con l’identificativo a caratteri cubitali e la perquisizione personale?). Il tutto a scopo cautelativo, per scongiurare l’eventualità che qualche malintenzionato possa presentarsi animato da cattive intenzioni al cospetto della sua protetta!

Nessuna definizione potrebbe risultare più confacente per Jenet, in quanto, questa sublime creatura dalle doti umane e professionali incomparabili, altro non è che una “pentita di ‘ndrangheta”, pardon! “testimone di giustizia”, meglio precisare … In sovrappiù ancora in Programma di Protezione dello Stato, con tutto ciò che comporta: più avanti tutti i dettagli sugli ingentissimi relativi costi, (sempre a nostro carico ovviamente!).

Inoltre, nel capitolo “I TESTIMONI DI GIUSTIZIA” si avrà modo di verificare quanto possa fregiarsi di questo titolo la nostra “sfilettatrice” in considerazione “dell’attività giustizialista” passata ed in quella presente di “artefice della legalità”, come si evidenzia in questa vicenda!!!

Qui si spiega il tempestivo interessamento del prof. nel definire gli interventi di messa in sicurezza anti intrusione/rappresaglia nella struttura sanitaria, nel caso la scorta armata personale (sempre a nostre spese) non fosse sufficiente! Ad ogni buon conto, a mio parere, sarebbe stata più consona alla “grandissima donna” Jenet una bella collocazione lavorativa in caserma o ancor meglio in casa circondariale strutture già attrezzate allo scopo per loro natura e dove – notoriamente – scarseggiando ludici svaghi questa soap trash avrebbe ricevuto miglior accoglienza ed apprezzamento, nel contempo noi ci saremmo risparmiati la continua tensione di guardarci intorno, perché … non si sa mai!

Perché, guarda caso, “pentita” o “testimone di giustizia” per gli utenti, (Sì! Noi! Quella “massa” di sfigati – giovani, vecchi e bambini che le consente di vivere con ogni agio) non fa alcuna differenza! Se non che … oltre a rischiare la nostra incolumità nelle mani incompetenti di una sedicente dottoressa, rischiamo anche solamente accedendo alla struttura ospedaliera, ed ancor più, trovandoci nella traettoria di tiro di Jenet (nella malaugurata ipotesi di una rappresaglia ordita da qualche personaggio fatto oggetto in passato delle sue “giustizievoli attenzioni” – anche lui incurante della sottile distinzione di genere – ) di rischiare pure la vita!

Sorge spontanea una domanda a proposito di rischi: nella polizza assicurativa obbligatoriaper medici ed ospedale (sempre a nostre spese, ovviamente) è stata inclusa la particolare “copertura” per potenziali rischi a terzi derivanti da “rappresaglie” di stampo mafioso? O piuttosto e’ già contemplata nella voce “calamità naturali” e/o “eventi catastrofici”? Sarebbe interessante accertarci se la Compagnia di Assicurazioni ha provveduto in merito.

Precisazione all’indirizzo di coloro che potrebbero obiettare che si voglia creare allarmismo: la potenzialità del pericolo non è determinata dal portare a conoscenza la realtà di una “situazione allarmante”, (cosa per altro doverosa!) quanto l’averla in maniera scellerata (non altrettanto doverosa!) creata ad arte confidando nella “fortuna” che questa restasse segreta in tutte le sue poco edificanti sfaccettature!

A questo punto verrebbe da domandarsi se questo singolare prof. (omissis ….(2), non si sia lasciato un po’ prendere la mano dall’entusiasmo, se l’essere stato il predestinato baciato in fronte dal fato che gli ha offerto l’onorevole opportunità di rendersi artefice della felice riuscita di questa “installazione” sposandone anche l’implicita lodevole causa, (ivi compresi i relativi effetti, nell’aggiudicarsi a pieno titolo – in senso positivo o negativo – l’appellativo di “amico dei pentiti”) l’abbia gratificato al punto da fargli buttare nella “tazza” ogni etica umana e professionale. Certo, è ammirevole la noncuranza e l’elasticità morale che dimostra nel discostarsi con così grande naturalezza dai dogmi dell’etica professionale (a proposito di Principi e Regole del Codice di Deontologia Medica e di quel vetusto, quanto ormai obsoleto giuramento di Ippocrate (9)! Ma, si sa! Anche in età matura, è più facile prendere cattive abitudini piuttosto che buone, soprattutto se portatrici, le prime, di un qualche benefico riscontro, e per la serie:”nemmeno un cane muove la coda per niente” e “pensare male è peccato ma difficilmente si sbaglia ……. ”

(PENSARE MALE E’ PECCATO …)

qui ci si potrebbe sbizzarrire nel fare una moltitudine di congetture, però tutto sommato è già più che sufficiente quel che si palesa, facciamocelo bastare! Ad approfondire anche questa branca della vicenda si rischierebbe ben più di un mal di stomaco … magari più avanti … non si sa mai!

Quello che è consentito e doveroso stigmatizzare all’indirizzo del nostro esimio Pigmalione,(2) – convertito alla causa della famiglia La Qualunque, spogliatosi di camice e grembiulino (gettati alle ortiche insieme a tutti gli insiti dogmi) (10)- è il reiterato abuso che sta facendo del denaro pubblico per soddisfare una propria insopprimibile esigenza umano/solidale; anziché “sistemare” la “testimone” (avendone le possibilità) nei propri studi privati accollandosi spese e responsabilità varie, ha optato per la soluzione meno dispendiosa (per lui) che trova la sua giusta esplicazione ed applicazione nell’antico proverbio napoletano: (edulcorato) “Offrire prestazioni sessuali con il lato B di un altro” (il nostro). Complimenti! Dobbiamo proprio riconoscere che quanto ad oculatezza e capacità di accumulo di benefici, pare proprio fare il paio con Jenet! A riprova di quanto, – le cronache di attualità confermano – il gatto e la volpe facciano sempre più tendenza!

Lasciando da parte Pigmalione, per il momento, è doveroso occuparsi di descrivere la location dove si verificano i “miracoli”, in breve, ricapitolando: “importate sfilettatrici di delfini protette” assunte in veste di medico chirurgo e coadiuvanti all’insegnamento nei corsi di laurea che acquisiscono in sei mesi di tirocinio esperienza e professionalità per le quali occorrerebbero per ottenerle almeno 30 anni, e che infine, in virtù di tutti questi requisiti arrivano a percepire stipendi superiori a quelli di Primari chirurghi che operano trapianti di organi!

Il campo dei miracoli: quello della Sanità, che, notoriamente, come ormai da tempo stimabili ed illustri personaggi hanno scritto (terribilmente demoralizzante a questo punto condividerne il parere!):”… è come una torta succulenta che fa gola a molti, dove la cura dei malati non è altro che una giustificazione e non il fine del predominio corporativo/politico nella Sanità!”(11) Sintetico e tragicamente reale, ancor più alla luce di questa vicenda, possiamo solo augurarci che l’operazione di “ pulizia” attuata recentemente – e che ha visto il coinvolgimento di personaggi più o meno eccellenti – rendendo qualche “posto” vacante, non rischi – inavvertitamente – di consentire l’insediamento come “ciliegina sulla torta” di una inedita casta/cosca. L’ultima cosa di cui potremmo sentire la mancanza – noi cittadini – è l’aggiungersi di un posto a tavola, al suntuoso banchetto/sanità, per questa ambigua corporazione! Sarebbe pura utopia aspettarsi che la Sanità si occupasse esclusivamente di “curare la gente”? Può darsi! Ma almeno ci potrebbe essere risparmiata quest’ulteriore contaminazione da agenti patogeni di origine Cetto Laqualunquista!

 A mio parere, occorre anche rimarcare il fatto curioso che nella capillare ed esemplare ”operazione di pulizia” di cui sopra, operata senza concedere sconti a nessuno, non sia stata rilevata l’”irregolarità Jenet malgrado la stessa si trovasse a “lavorare” a stretto contatto con un implicato nel “disegno criminoso”!

Il prof. (omissis …..(12), (peraltro collega/amico di vecchia data del prof. Pigmalione) non dovrebbe aversene a male se per caso Jenet … per mantenersi in allenamento o forse preda di una crisi d’astinenza da delazione abbia collaborato … Si sa, bisogna essere tolleranti, è difficile reprimere certe pulsioni! Un istinto scritto nel DNA: “testimone di giustizia una volta, testimone di giustizia per sempre!” O forse, ormai da professionista della delazione prende uno stipendio in aggiunta all’altro, ed altrettanto ben remunerato? Anche qui: ”Pensare male è peccato …”!

Se così fosse, un altro costo che va ad aggiungersi ai già notevoli esborsi cui la comunità è sottoposta, in forma di tasse e trattenute nella busta paga dei dipendenti pubblici e privati (i baracchini, per intenderci! Con stipendi al limite della sopravvivenza) e precari sottopagati, senza dimenticare le trattenute operate anche sulle pensioni minime degli anziani.

Tutti concorriamo al mantenimento principesco di questo inquietante personaggio cui abbiamo fatto dono, tra le altre cose, di una bella villa super blindata in collina, per poi lasciare a marcire per strada dei nostri concittadini colpiti dal dramma dello sfratto che và ad aggiungersi – il più delle volte – alla perdita di lavoro ed alle precarie condizioni di salute, ma la nostra Jenet non è una concittadina qualsiasi, lei è: “onoraria”! Più avanti, nel capitolo “IL MARITO DI JENET (il guru della Giustizia)”, cosa significa: “onoraria!

Certamente Jenet – che ci deve tutto – non avrebbe nulla da obiettare (in nome della sua dichiarata religiosità e carità cristiana) nell’ospitare nella sua (nostra) magione – ora che l’inverno è alle porte – una decina di sfrattati che vivono per strada, in quanto, – a sua detta – “costretta” in passato a soggiornare in abitazioni “umide” ( il nord è notoriamente più umido della Calabria!) e quindi ben consapevole dei disagi che un’abitazione “non consona” può creare! (13)

(VOGLIA DI … CHIAREZZA)

Per tornare agli ospedali: sarebbe il caso di soffermarsi un attimo a riflettere su quanto dichiarato dall’on. Angela Napoli – Componente della Commissione Parlamentare Antimafia – (in riferimento all’episodio dell’evasione da uno di essi, nella Locride, di un noto boss dell’’ndrangheta nell’articolo del quotidiano “La Repubblica” di venerdì 16 settembre 2011 pag. 31) “negli ospedali ci lavorano i mafiosi”, e la cosa potrebbe non sorprenderci! Insomma, negli ospedali del Sud lavorano persone della mafia ed in quelli del Nord (proprio per non essere da meno ed allinearci) lavorano gli importati “dintorni” (questo “avrebbe potuto” sorprenderci)! E pensare che tanto è stato fatto per non accollarci la spazzatura del meridione …!

Comunque sia, Nord o Sud, gli unici ad uscire penalizzati da tutto questo “malaffare” sono i cittadini/contribuenti, in balia di uno o dell’altro versante, nel caso di noi nordisti di ambedue (ed alla luce di certi fatti non mi sembra azzardato ipotizzarlo).

Si ha la netta impressione che certi TESTIMONI (certi guru della Giustizia) (14) si siano dotati di una loro personale GIUSTIZIA che – a mio parere – pare collocarli all’apice di quella famosa piramide dove: “chi è sopra “può”, e chi è sotto “deve” (alla faccia della Democrazia!) ed ai quali pare sia consentito in virtù di una non ben identificata “dispensa” adottare “usi e costumi” tipici di quella “categoria criminale” della quale si definiscono strenui avversari, per aggiudicarsi dei privilegi inalberando il vessillo della legalità. Un’impressione sgradevole l’hanno avuta parecchie persone venute a contatto di recente con i personaggi in questione, colpiti di primo acchito dalla prepotenza, dall’arroganza e dalla superbia di chi “sa” di poter fare ciò che vuole, e che confonde lo stato di “protezione” con quello di “immunità”. Un esempio: (15)(uno fra i tanti) incontro pubblico con il “testimone”… assemblea attenta ed educata che ascolta la particolareggiata esposizione delle traversie incorse al testimone nei lunghi anni di vessazioni perpetrate a suo danno da un manipolo di mafiosi e delle privazioni subite in latitanza … termine dell’incontro e un giovane si alza e domanda:”Di cosa vive oggi?” (avendo visto arrivare il “guru della giustizia” a bordo di una mercedes blindata corredata di uomini della scorta)

Risposta secca e lapidaria: “Queste son cose che non la riguardano!”, il mortificato giovane prende 800€ di stipendio al mese e con esso deve mantenere tutta la famiglia! Cos’altro si può aggiungere? Se non che, all’ingenuo mortificato giovane è stato risparmiato il colorito rafforzativo del concetto in dialetto calabrese (che certamente al “testimone” era salito alle labbra, ma in extremis tradotto): ”Non son c…. toi!) in perfetto stile Cetto La Qualunque! Considerato il soggetto, ci si poteva aspettare una risposta diversa?

Non si può certamente dire che il nostro guru ami gli si pongano delle domande o possa anche remotamente accettare un contraddittorio, sarà per questo che la maggior parte degli incontri gli sono organizzati in scuole con una platea di minori (opinabili tali iniziative!) preventivamente, opportunamente ben indottrinata! Gli piace vincere facile!!! Si avrà modo di dilungarci nella descrizione di questa ascetica quanto carismatica figura osservandola da diverse angolazioni ed analizzandone la storia, nel ghiotto capitolo a questa interamente dedicato: “IL MARITO DI JENET (il guru della Giustizia)”.

A ben vedere … il Procuratore di Reggio Calabria, Nicola Gratteri (a mio parere uno dei veri uomini di Giustizia, realista, senza orpelli, competente e degno di stima) – un uomo che si dedica esclusivamente al proprio lavoro cercando di farlo al meglio – ha ragione quando afferma che: (tratto da un’intervista televisiva) la mafia non si può sconfiggere, si può solo combatterla cercando di arginarla … (15) (se poi, mi permetto di aggiungere, questa è suscettibile di continue metamorfosi …) e sempre Nicola Gratteri rimarca con enfasi: “LA GIUSTIZIA E’ UNA COSA SERIA!”, ma questo concetto – a mio parere – ultimamente ne esce un po’ massacrato, ormai è diventato più che altro un atto di fede! O un sogno? Ma, si sa, i sogni non bastano!

A presto!

LA GRAN BUFALA

Addirittura Cetto La Qualunque si è visto surclassare dal “guru”, ha dovuto prendere atto, mortificato, di essere stato messo in ombra dalla scesa in campo di questo personaggio suggestivo! Questo “testimone” dal temperamento poliedrico ormai inserito di diritto in quella galleria di ritratti singolari e tragicomici che animano lo scenario pubblico del nostro bel Paese!

Oltre a quanto già descritto nelle pagine precedenti, ecco, alcune ”chicche”, estratte da notizie riportate da organi d’informazione, in cui il nostro guru della Giustizia ha dato il meglio di sé.

Che il guru continui a girare l’Italia per diffondere la Legalità e presenzi ai più svariati eventi in veste di vittima/testimone, è cosa risaputa, meno risalto e seguito, è stato dato a quello che non si è riusciti a far passare sotto silenzio: un “piccolo” episodio accaduto in occasione di una kermesse sulla legalità organizzata in una prestigiosa location torinese, (64) dove il nostro ben pasciuto “testimone” facendo sfoggio di autorevolezza, illuminato d’immenso (dai riflettori) su di un palco avvezzo ad essere calpestato da artisti di ben altra caratura, ha deliziato l’elegante platea – sciorinando con appassionato vigore il consueto repertorio, declamando senza risparmiarsi, anzi, cimentandosi, – ormai, da perfetto opinionista e depositario di alti valori morali – nel lodevole compito, di lanciare moniti a profusione alle Istituzioni, Chiesa compresa! Nel suggerire soluzioni per risolvere le criticità politico/sociali/finanziarie in cui si sta dibattendo il nostro Paese! Tutto ok, anche qui, tutto come da copione! Non fosse che, per l’allestimento del palco, etc. fosse stata impiegata un’impresa con lavoratori non in “regola”, un fuori onda imbarazzante! (65) Da sprofondare! Ma come, siete lì a parlare di legalità! E tu guru, “imprenditore”, non dico preoccuparti, ma almeno incuriosirti su come i lavori sono stati svolti, se è vero, – come vai sconsolatamente dichiarando – che: “il lavoro mi manca” … “vorrei tornare a farlo” … “ce l’ho nel sangue …”? (66) Forse che, da bravo istrione, consumato dal sacro fuoco dell’arte fosse tutto preso – per galvanizzarsi – ad inalare la polvere del palcoscenico? O forse, altrettanto preso, dalla forsennata esigenza di avventarsi sul microfono, simbolo per lui, di acquisita celebrità? Nemmeno nei suoi sogni più audaci sarebbe riuscito a vedersi nell’atto di barattare la cazzuola con questo aggeggio; che gli sarebbe stata offerta la possibilità di impadronirsene e stringerlo voluttuosamente nelle sue predaci mani! Chi potrebbe – ormai – portarglielo via!? Parrebbe, che oltre a pagare il guru quando gli si piazza davanti un microfono si renda necessario anche pagarlo per riaverlo indietro!

Altro episodio: premesso che il guru, per svolgere il suo apostolato ama servirsi di auto blindata e scorta, e che questo, rappresenta per lui ormai uno status symbol irrinunciabile … (vuoi mettere!?) Arrivare agli incontri con i fans, in automobile blindata, preceduto e seguito da altre di scorta; farsi aprire la portiera per scendere; incedere maestosamente – circondato da agenti – distribuendo all’intorno sorrisi e baci a braccia spiegate, in modalità Cetto La Qualunque? Facile immaginarsi quindi il suo sconcerto, quando, in Calabria la scorta gli è stata tolta, e con essa tutto quell’apparato che fa di lui un uomo arrivato! (67) Apriti cielo! Ma come? Fare questo a lui, al più grande testimone di giustizia sulla faccia della terra! Lui, che rischia la vita ogni giorno per amore della Legalità! Allora, è meglio darsi alla latitanza! Poi ritornare a Torino con mezzi di “fortuna”, senza mancare, come suo solito, di inviare fax e telegrammi alle Autorità: Ministero e Prefettura, manifestando in tono intimidatorio e ricattatorio, di sapore vagamente mafioso, l’intenzione di ritenerle responsabili di eventuali dannose conseguenze: “… qualcuno dovrà rendere conto di questo!” un’inqualificabile mancanza di rispetto, una vera e propria lesa maestà! (68) Più, telefonate alla consorte farcite di patetiche esternazioni di panico a causa del suo stato di:” abbandonato dallo Stato al proprio destino”, “… conosco mio marito, quando è terrorizzato non si fida di nessuno, nemmeno di se stesso!” (69) E … le Autorità accorrono al capezzale dell’inconsolabile Jenet rassicurandola! E … i quotidiani fanno la loro parte: “Testimone di giustizia abbandonato dalla scorta!” Solamente dalle Autorità calabresi non arrivano attestati di solidarietà, (come lamentano il guru e l’ancella) non sarà mica perché lì: “li conoscono bene”!? (70) Comunque, basta già! Guru, si è guadagnato gli onori della cronaca anche questo giro! Riesce sempre a voltare le cose a suo favore ed a ricavarne un utile! Anche se non ha potuto, come in passato, (ah, bei tempi!) andare in pellegrinaggio al suo paese facendo sfoggio della scorta armata, (4/5 auto più un numero imprecisato di agenti in borghese e non). Quella volta indimenticabile! Quando lui ed i suoi accoliti passeggiarono sereni e distesi (come in una valle verde!) – (71) tra ali di compaesani accorsi stupiti, (ma tenuti a distanza!) – ben protetti da agenti con mitra imbracciato e revolver in mano ed incuranti di transitare a pochi metri da un paio di bimbette incuriosite!!!(72) Pura congettura: sarà stato a causa di questa “cafonal exhibition , che dopo pochi mesi, gli fu revocata la scorta? (73) Anche in quell’occasione il guru non fece mancare all’indirizzo delle Istituzioni “i sensi del proprio rammarico” (per usare un eufemismo!), insomma, nella solita maniera da piccolo boss da bar di barriera! Tempestivamente la scorta gli fu riassegnata! (74) Lui sì, che sa come trattare gli Apparati dello Stato! Sconsiglio vivamente a chiunque azzardarne l’emulazione, ne guadagnerebbe solamente una decina di imputazioni, compresa la scorta, sì,… ma per la traduzione immediata alla galera più vicina!

Che forza, il guru! Così sicuro del fatto suo dal non crearsi delle remore nemmeno nel contraddirsi! Come può fare , a proclamare spudoratamente a gran voce di aver detto NO – “senza se e senza ma” all’‘ndrangheta, di non aver paura e che, se tornasse indietro rifarebbe tutto ciò che ha fatto, denunciando i suoi taglieggiatori? Gli basta trovarsi spogliato della scorta, per trasformarsi da così nobile e coraggiosa figura, in un essere spaurito e tremolante come un budino, ansioso solamente di scovare un anfratto in cui rintanarsi? Ed allora! Quei Testimoni di Giustizia estenuati dal costante controllo, che appena possono eludono la scorta? Corrono meno rischi del guru, o piuttosto godono del coraggio dei giusti?! A mio parere, il suo pavido e patetico atteggiamento meglio si addice a quello del pentito che “ha tradito”, che ha la coscienza sporca, piuttosto che a quello del testimone che ha denunciato il malaffare per amore della Giustizia e della Legalità, e che pur nutrendo un legittimo timore, evita di esternarlo in maniera così plateale, se non altro per coerenza!

Ed anche qui, i conti pare non tornino! Per essere un uomo terrorizzato, il guru, si “manifesta” spesso e volentieri nei più disparati ambiti, (pare abbia anche il dono dell’ubiquità!) non nascondendo il fatto di vivere a Torino, di frequentare il Comune in occasione delle sedute della Commissione Antimafia nella quale è entrato a far parte per acclamazione! Sic! (75) e della Commissione Antiusura in Consiglio Regionale in veste di consulente/docente/tuttologo, con un’indennità quattro volte superiore a quella dei “colleghi”! Sic!. (76) Pubblicando l’”agenda degli appuntamenti” di “apostolato” che lo vedranno ospite in Scuole, in occasione di iniziative pro legalità, pro giustizia, pro … ecc. ecc.!

Tutto considerato, si potrebbe tranquillamente propendere a ritenere che la scorta armata e l’auto blindata, e tutto l’ambaradan sopra descritto, risultino più vitali per l’autostima del guru che per la propria incolumità fisica! Non stupisce che faccia fuoco e fiamme per non rinunciarvi! Lungi da me, voler mortificarne l’io, resta da stabilire se piuttosto non sarebbe opportuno in tempi di economie per il Paese, delegare a lui l’incombenza di provvedere alle relative spese, visto che di denaro (il nostro!) è stato ben fornito (vedi: IL MARITO DI JENET IL GURU DELLA GIUSTIZIA), al limite gli si potrebbe suggerire di farsi sponsorizzare dai suoi sostenitori più accaniti ed influenti, e chiedere un sacrificio in più anche a quelli meno facoltosi: ragazzi che oltre a fargli da corte e scorta aggiuntiva, soggiogati dal suo carisma, già si fanno carico di pagare i gadgets che reclamizzano la sua “attività”, (77) attivandosi pure ad aprire sottoscrizioni per sostenere le spese dell’”organizzazione” per i suoi interventi in tutt’Italia! Che tali “raccolte” ultimamente siano state effettuate nel Municipio di un Comune della provincia di Torino, è fatto meramente casuale!(78) Altro suggerimento potrebbe essere quello di adottare la metodologia di raccolta fondi, che reca già tanto profitto ad uno dei suoi “mentori” (non solo Jenet ha un Pigmalione!). (vedi: ORDA CALABRA IN OSPEDALE (2)) Si definisce, in maniera elegante, questa sponsorizzazione:”Invito rivolto ai non aventi eredi” per essere designati quali eredi universali, nel loro testamento! (79) Un po’macabro? Forse! Ma i soldi non puzzano! O almeno, è la cosa che puzza meno in questa ”pattumiera indifferenziata”! E poi .. per una così alta causa! Questo, ed altro! Tipo … un altro sostanziosissimo “gettino” che ancora non si è riusciti ad aggiudicarsi in toto … la qual cosa “grida vendetta” (ma questo è un altro discorso!). Dice qualcosa … “sepolcri imbiancati”?

Che forza, il guru! Adottando la tecnica del “bastone e della carota” è riuscito con caparbietà e costanza, ad ottenere ciò che voleva! Animato da una smisurata ambizione ha individuato il filone giusto che gli avrebbe consentito di arrivare al traguardo, gli ci sono voluti un po’ di anni, ma alla fine ha tagliato il filo di lana! E da cosa è partito? A ben vedere … ! Non sarebbe bastato il suo “impegno” civile nel denunciare qualche decina di malandrini … (a tal proposito sarebbe interessante sapere quante condanne sono scaturite da tali denunce, e per quanti anni di carcere … mah!) a garantirgli una “meritevole attenzione”! Quindi, avrebbe dovuto far leva anche su una cosa che in Italia ha sempre raccolto unanimi consensi, e di sicura presa: la famiglia! Che viene solamente dopo: la mamma, e … quella cosa che tira più di un carro di buoi! Detto, fatto! “Il fine giustifica i mezzi!” (vedi: in CHI E’JENET il periodo riproduttivo) Sempre per: “… pensare male è peccato, ma difficilmente si sbaglia!”.

Il filone giusto, se non si fosse intuito, è quello che fa tendenza oggigiorno: l’antimafia, in ossequio alla quale, personaggi pubblici di diversa estrazione, politico/sociale/culturale fanno a gara per dichiararsi strenui sostenitori, al pari di Amministrazioni Pubbliche di Comuni piccoli e grandi che sgomitano, per aggiudicarsi con tempismo l’onore di insignire di “Cittadinanze Onorarie” certi “testimoni”! Sarà una mia impressione, ma … con l’epidemia di “scioglimento di Amministrazioni Comunali a causa di infiltrazioni mafiose” che sta imperversando in questo periodo, più che lodevoli iniziative a sostegno della Legalità, il tutto potrebbe apparire piuttosto un “pararsi le terga”!!!

Un leggero sentore di strumentalizzazione?

Sempre per coerenza: anni e anni fa, il guru che si è detto vessato da politici, magistrati, massoni – poi puntualmente denunciati – ora, qui in Piemonte, beatamente, con costoro intrattiene affabili, assidui e proficui rapporti, almeno fintanto che può ricavarne un’utile, altrimenti … dopo la carota, ricorre al bastone! Basti pensare che è arrivato a picchiare i pugni sul tavolo intervenendo d’autorità, a suo tempo, anche sul posto di lavoro di Jenet, nella Struttura Sanitaria, (3) per pretendere – dai compari che lo avevano favorito in precedenza – che al contratto annuale CO.CO.CO in scadenza, facesse seguito un’assunzione a tempo indeterminato! Si, un contratto da Dirigente Medico, un contratto da 5.100,00€ netti mensili (ingaggio che aveva imposto – da bravo “press agent “ – ed ottenuto all’inizio) (vedi: ORDA CALABRA IN OSPEDALE). Non è riuscito quest’altra volta! Ma è difficile pensare che possa desistere dall’intento, non sarebbe nel suo stile, una via verrà trovata, verrà escogitato qualcosa! Verrà scovata qualche “deroga”, qualche “fatto salvo”, così frequentemente riscontrabile nei Testi di Leggi, dove tutto “dovrebbe” essere tassativamente vincolato a certi requisiti, salvo poi … (vedi: I TESTIMONI DI GIUSTIZIA “Assunzioni in p.a.”)

A proposito di assunzioni: dalla Struttura summenzionata è stato emesso di recente un bando di concorso (80) per 1 posto di medico con esperienza specifica in una branca molto complessa e delicata, (quella per la quale, si era reso indispensabile assicurarsi le “eccellenti” doti di Jenet !) il compenso stabilito sarebbe di 1.000,00€ euro lordi mensili per 7 mesi, non è specificato quante ore si debba lavorare, ma una semplice considerazione sorge spontanea: un laureato con tali titoli ed esperienza anche lavorando solo 2 ore al giorno verrebbe a percepire un salario inferiore a quello di una colf! Ed un altro posto da €1.396,72 mensili lordi per la stessa durata, e qui, si nota una gran differenza! (81) E’ evidente che la Direzione (3) sta cercando di rientrare dei 79.000.00€ sborsati nell’anno 2010-2011 per Jenet “la sfilettatrice di delfini”! Poiché, lo stipendio di quell’”eccellenza” ha prosciugato il budget della Struttura! Impedendo di conseguenza l’assunzione di personale realmente specializzato atto ad incrementare ed ottimizzare l’attività sanitaria, quindi, inevitabili negative ripercussioni: meno prestazioni, scarsa qualità di quelle superstiti ed aumento delle liste d’attesa. Non era al corrente, il nostro sprovveduto Direttore,(4) che alla “generosa” retribuzione della sfilettatrice di delfini avrebbe dovuto provvedere la Struttura, attingendo dal suo esiguo budget! In quanto, nella Legge che “favorisce l’assunzione nella p.a. delle vittime dalla criminalità organizzata e del terrorismo” è ben chiara la norma che ne prevede l’addebito! Si potrebbe affermare con termine poco elegante, che il guru “ha fottuto” anche lui?! E poi ci domandiamo perché la sanità non funziona!? (vedi: PENSARE MALE E’ PECCATO … “) (11) Aggiungiamo anche questo!

Non posso esimermi dal fare un’ultima riflessione, a proposito del fatto che il guru, non abbia mai fatto mistero di nutrire anche ambizioni politiche! La prospettiva di poter “salire” in politica lo solletica, da quando anni fa, il Segretario di un Partito suo sostenitore lo invitò a candidarsi al Parlamento Europeo, sigh! Pare che oggi, dopo essersi fatte ben bene le ossa a sbraitare su e giù per la Penisola, sia fortemente determinato ad andare a scaldare uno scranno nel Parlamento Nazionale, sigh! Quale soggetto politico, vecchio o nuovo, sarà costretto ad accollarsi l’onore e l’onere di metterlo in Lista? Ci si accapiglierà per aggiudicarselo, garantito! Un tale personaggio, “persona perbene dal vissuto limpido” fa gola ai riformatori del Paese! (81) Ecosa che non guasta, a costo zero! In quanto anche in questa occasione, provvederemo noi, con i nostri quattrini, a finanziare la sua Campagna Elettorale, compresa l’auto blindata e le auto di scorta corredate da un numero congruo di agenti addetti alla protezione, per accompagnarlo ai comizi! Si parla tanto di rottamazione di esponenti politici … a quando la rottamazione di sedicenti testimoni di giustizia? In fin dei conti sono tre legislature che continuiamo a pagarlo: il guru! Pur avendo lui, già intascata la liquidazione da un bel pezzo! Continuiamo a mantenergli anche la scorta come fosse un Ministro! Anche il vitalizio?! O forse, il reinserimento lavorativo è rappresentato da una “poltrona” garantita, un Collegio blindato! Vabbé che non c’è limite al peggio, – come quotidianamente siamo messi al corrente dai mass media – ma almeno questo, ci sia risparmiato! Parrebbe che “salire in politica” (terminologia coniata da Cetto La Qualunque, quale preveggenza !) sia diventato, lo sport nazionale per eccellenza, dove come attrezzi, le comode poltrone delle Camere pare risultino più confortevoli delle panchine dei parchi per le pennichelle di facoltosi arzilli vegliardi a fine carriera … Una classe politica formata da guru! Oppure una classe politica formata da gente dello spettacolo … dove, es: ad un aitante e giovanissimo modello/attore/tronista e ad una idem al femminile viene domandato nelle interviste:”… ti senti tentato/a dalla politica?” sigh! Oppure una classe politica formata dal binomio guru ed artisti? Ma di quali nefandezze , ci siamo ricoperti noi italiani, per meritarci tutto questo??? Il male minore, a questo punto potrebbe essere quello di tenerci i vecchi e cari politici, i veterani della I e II Repubblica e metterli a supporto di giovani politici emergenti, ancora abbastanza “candidi”, almeno tra gli uni e gli altri qualcosa di decente riuscirebbero a combinare!

Ammesso che ci interessi ancora avere un Governo! E non piuttosto, un Consiglio di Amministrazione! Visto che a quanto pare, non possiamo più ritenerci un Paese, ma piuttosto un’Azienda!

A questo punto, considerato che non ci sono state lasciate nemmeno le lacrime per piangere, pur con profonda mestizia … non ci resta che ridere! Ecco a voi, il “nuovo” che avanza: la Terza Repubblica!

Concludo qui!

E pensare, che tutto ha avuto inizio con il mio trovarmi “nel posto sbagliato, nel momento sbagliato”! (vedi: CHI SONO ) La scoperta di un’assunzione illecita in una Struttura Sanitaria Pubblica”, l’indignazione per la mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini, l’attentato alla dignità ed all’incolumità dei malati e lo spudorato sperpero che è stato fatto del denaro pubblico! E’ per questo che mi sono trovata costretta, tappandomi il naso, a dover ricomporre i pezzi del puzzle della storia di un testimone di giustizia alquanto atipico! Ed è sempre, – cercando di soffocare la nausea – che, facendo coincidere e confrontare date e fatti, circostanze e dichiarazioni, che si è formato un quadro affatto coerente con un’immagine di trasparenza ed attendibilità che dovrebbe essere appannaggio di soggetti in possesso di un alto senso civico e spirito di legalità! Con tutti i dati ricavati è stato possibile creare un prospetto talmente esaustivo, che l’unico commento, pervenuto dopo la presa visione è stato:”mah!” “boh!”.

Dal “boh!” la definizione: LA GRAN BUFALA !!!

Una gran bufala all’Italiana, una storia disonesta! Il Direttore Artistico di questa soap non me ne voglia! Ma proprio non sono riuscita a farmela piacere! Ancor meno mi è piaciuto essere stata costretta a dover “subire” (vedi: “CHI SONO) l’atteggiamento prepotente e spocchioso degli “addetti ai lavori”, (i medici!) la loro estrema sicurezza condita da una stomachevole espressione di sufficienza stampata sulla faccia, proprio della serie: “se ti va è così, altrimenti è lo stesso!” o meglio: “io sono io, e tu sei un c … !”; in sovvrapiù mi sono riusciti indigesti gli sguardi ed i sogghigni di trionfo della inquietante “sfilettatrice di delfini”, quella mina vagante, guarda caso spesso e volentieri stazionante nei dintorni! E … ho dovuto subire impotente per lungo tempo questa violenza, questa mortificazione, questa sorta di “stalking”, da parte di una combriccola di piccoli faccendieri! Uno stato di soggezione al quale ben difficilmente sarebbe stato sottoposto un soggetto di sesso maschile, sì, perché anche qui, diventa inevitabile constatare quanto la brutalità possa averla vinta, sempre e comunque, nei confronti di un soggetto femminile!

Comunque, è sbagliato pensare che una piccola ed indifesa “survivol”al cancro possa solamente crogiolarsi nell’autocompiacimento di “averla scampata”, e che abbia acquisito un distacco totale da tutte le problematiche del quotidiano che non riguardino unicamente il “mantenersi in salute”; come è sbagliato pensare che la stessa “survivol”, che per temperamento si è sempre schierata dalla parte dei più deboli, (ed ora, seppur provata) possa in un simile frangente esimersi, quale parte offesa, dall’attivarsi per esigere Giustizia!

Non tragga in inganno il taglio ironico ed apparentemente leggero usato nel raccontare questa vicenda, questo teatrino dell’assurdo, è stata una scelta obbligata, dettata in parte dagli irresistibili tratti comico/grotteschi della personalità dei protagonisti ai quali ho voluto rendere omaggio, ed in gran parte dall’esigenza di non scadere nel turpiloquio più greve, nell’usare ed abusare delle definizioni più scurrili che sarebbero state loro ben più (e giustamente) confacenti!

Se le cose stanno così, occorre farsene una ragione, prendere le dovute precauzioni, e quindi comportarsi di conseguenza”! (Anonimo)

                   Saluti!

Testimone d’Ingiustizia

p.s.: a proposito di mafia ed antimafia: sarebbe anche ora di smetterla di definire la mafia “un cancro”, ad ogni piè sospinto, per allegoria, solo perché suona bene, chi lo dice, forse, conosce la mafia, ma non il cancro! E con il cancro, non c’è scorta che tenga! Hai voglia, a fartela sotto!!!

n.b. www.antinfamia.it continua … con altre “infamie”, alla prossima!

La figura del “testimone di giustizia” è stata introdotta dalla Legge 13/2/2001 n.45 che ha apportato modifiche ed integrazioni al D.L. 15/1/1991 n.8 (conv. con modif. nella L. 15/3/1991 n.82). Originariamente nella Legge del 1991 si dettavano le norme per i “pentiti” o comunque definiti “collaboratori” indifferentemente senza distinzione tra artefici di reati e “spettatori informati dei fatti”.

In sintesi (lettura dettagliata delle Leggi di cui sopra) tali figure si possono così riassumere nei loro connotati peculiari:

  • Pentito è colui che facente parte attiva a tutti gli effetti di un gruppo o di una vera e propria “organizzazione” a delinquere, individuato dalle forze dell’ordine e “messo di fronte alle proprie responsabilità”, presa coscienza della propria scellerata scelta di vita che lo ha condotto a ricoprirsi di nefandi reati, folgorato da tale consapevolezza e sentendone tutto il peso sulla coscienza: si “pente”! Descritta così la cosa potrebbe farci immaginare il soggetto in questione, contrito ed inginocchiato, nell’atto di confessare il proprio delittuoso operato scongiurando la clemenza del Divino accettando come espiazione, il giusto castigo senza porre condizioni ed aspettarsi ammende.

    Nella realtà (giuridicamente parlando) la cosa è ben diversa: il pentito è colui che facente parte attiva a tutti gli effetti di un gruppo o di una vera e propria “organizzazione” a delinquere, individuato dalle forze dell’ordine e per così dire “preso con le mani nella marmellata”, alza le braccia e si “pente”, e, ben lontano dal sentirsi prostrato e desideroso di redenzione, ricorre (dando prova di gran lucidità e consapevolezza) alla Legge, che può garantirgli un sostanzioso sconto di pena – grosso modo un buon 75% – (oggi forse un po’ ridotto) perso per perso … guardando da una certa angolazione … confessare i propri delitti (roba da ergastolo) e poi, fra buona condotta, arresti domiciliari e soggiorno obbligato, scontare una pena equivalente a quella di un classico “rubagalline”, la faccenda si risolve in un grosso affare! Però, si potrebbe obiettare che un “pentito” rende un servigio alla comunità, in quanto denuncia i suoi compari … che spesso, a loro volta si pentono … Andando a colonizzare, grazie al soggiorno coatto, località in passato indenni da certi “fenomeni associativi”, protetti, mantenuti, e liberi (in virtù di una loro forte propensione alla socializzazione ed al business ) di crearsi nuove amicizie, con il conseguente instaurarsi di una sorta di succursali della “casa madre”! Poiché, è cosa nota, la reiterazione dei reati da parte di una percentuale non irrilevante di costoro, che, per uscirne indenni ancora una volta e prolungare lo stato di protezione, per non perdere i benefici che da questo gli derivano o acquisirne di nuovi – si “ricordano”, lasciando intendere,- di poter rilasciare – centellinandole – nuove clamorose rivelazioni!

  • Collaboratore di giustizia: è una figura ibrida che si colloca fra il pentito ed il testimone di giustizia, né cotto né crudo (si direbbe in piemontese). Un personaggio non proprio di specchiata virtù, (sovente incensurato) non diretto artefice ed ideatore di disegni criminosi, una figura ambigua, che vive in una zona grigia, il più delle volte – suo malgrado – e che, qualora all’orizzonte minacci il profilarsi del rischio di venir coinvolto in qualcosa per la quale non ha ancora ricavato alcun utile, o raccolto soltanto briciole; o piuttosto, dopo aver usufruito di lucrosi benefici per anni, in virtù di un più che accondiscendente adattamento a “regole di mercato mafioso”, vedendo disattese le proprie ambiziose aspettative di elevarsi dal rango di semplice gregario a quello di “capo bastone”, frustrato ed assetato di vendetta contro il “vertice” che lo ha snobbato, decide di “collaborare”. Tale appellativo di “collaboratore” lo eleva un po’ rispetto al “pentito” e gli consente di godere maggiori “attenzioni”, insomma, un mantenimento garantito che lo solleva dall’angustia di procacciarsi il pane quotidiano, e, per farlo stare tranquillo viene garantita anche a costui: protezione, scorta, ecc. ecc. (vedi legge summenzionata) del resto, – salvo rare eccezioni – non ha grosse pretese e non crea grossi problemi. Non si può certo dire che anche questo si possa definire “una bella personcina”, alla pari del pentito, ma in linea di massima, se si tralascia il fatto che continuiamo a mantenerne un buon numero, difficilmente rappresenta un elemento pesantemente inquinante nel nostro territorio, anche se … sarebbe più salubre non ritrovarselo come vicino di casa per intuibili ragioni! In sovrappiù per la forte svalutazione in cui incorrerebbe il nostro immobile, specialmente se inserito in un contesto residenziale di pregio ad esclusivo appannaggio di una conservatrice borghesia subalpina, non avvezza, certamente ad “infiltrazioni” così pesantemente e giustamente, declassanti! E … non sarebbe nemmeno salubre ritrovarselo come collega di lavoro! Pur volendo sorvolare sull’etica morale del quale è depositario, risulterebbe difficile ignorare il “fattore rischio” che tale soggetto rappresenterebbe! In questo modo si andrebbe a vanificare la scrupolosa applicazione della tanto decantata Legge per “la sicurezza sul lavoro”! Nella quale, per altro non è contemplato il rischio all’incolumità fisica determinata dacoinvolgimento in atti ritorsivi a danno di pentiti”!

A proposito di lavoro: esistono più Disegni di Legge…………(53) “l’assunzione nella Pubblica Amministrazione dei collaboratori e dei testimoni di giustizia ”, per apportare un emendamento alla legge ……..(54), Legge già vigente, che riguarda le “assunzioni obbligatorie a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata nella P.A.”

Anche qui, sarebbe opportuno operare un sostanziale distinguo: una cosa è creare una corsia preferenziale all’accesso al lavoro per il figlio di un agente caduto in servizio; ben altra cosa fare letteralmente “carte false” per “sistemare” un ex delinquente o propaggine di esso, portatore di “alto rischio di ritorsione/ resa dei conti”! (vedi: ARTEFICI DI GIUSTIZIA)

Fortunatamente la Proposta è stata bocciata ………….(55), poiché ha tenuto conto della non fattibilità, in considerazione della non agevole possibilità di garantire in questi ambiti la dovuta sicurezza a queste categorie. Non è stata menzionata (ancora una volta!) la sicurezza che si sarebbe dovuta garantire ai comuni cittadini ignari di condividere tale pericolosa situazione!

  • Testimone di giustizia: qui è doveroso per rispetto, non indulgere in troppa ironia, in quanto abbiamo purtroppo fulgidi esempi di persone che per la Giustizia hanno dato la vita. I “veri” Testimoni di Giustizia: donne e uomini che non si sono “tirati indietro”, che hanno portato avanti con coerenza il loro progetto, in contesti socio/geografici notoriamente restii a disegni di legalità, di umanità e di dignità: persone comuni, magistrati, giornalisti, sacerdoti, personale di pubblica sicurezza, personale di scorta. Queste donne e questi uomini non ci sono più, hanno pagato la loro forza, la loro determinazione, il loro sogno, e solamente da questi, possiamo raccogliere con la testimonianza del loro sacrificio, un esempio da trasmettere ai nostri giovani, un esempio chiaro, che non lascia spazio ad ambiguità, appannaggio piuttosto di “pentiti” o “collaboratori” che finalmente sono riuscito (laddove non è stato loro consentito all’interno delle cosche del crimine) a soddisfare il loro irrefrenabile protagonismo, acquisendo ad honorem una sorta di laurea in “divulgatore della legalità”. N.b. spesati dallo Stato, quindi, da noi … solito ritornello!

    Occorre aprire una parentesi anche per quanto riguarda il trattamento economico risarcitorio riservato ai congiunti dei Testimoni di Giustizia (quelli veri): non bisogna dimenticare che purtroppo le vedove, i figli, i genitori, tutti coloro che ricavavano sostentamento dai “caduti”, da un giorno all’altro si sono trovati – oltre che a piangere la scomparsa dei loro cari – alle prese con problemi di ordine economico. Ma … la vita continua … è necessario garantire un futuro dignitoso a queste persone, ed ai figli la possibilità di studiare senza ulteriori difficoltà, all’uopo lo Stato elargisce una tantum di 200.000,00€ per la morte del soggetto, (56) (uguale per tutti, caduti in missione di pace all’estero, compresi) più un assegno mensile a partire da €500,00 mensili (previa presentazione di documentazione dei redditi già percepiti) l’ammontare del quale periodicamente rivedibile – qualora si verificassero modificazioni del reddito – il tutto consultabile nelle disposizioni di legge a favore dei superstiti …………(57).

Si presuppone che un Testimone di Giustizia non abbia mai avuto a che fare con la criminalità organizzata, che non abbia mai intrattenuto rapporti di alcuna natura nel suo interno, inoltre che non abbia ceduto ad intimidazioni, invece … si è voluto equiparare ai veri Testimoni di Giustizia sopra descritti anche coloro che dopo aver elargito mazzette a personaggi influenti, per aggiudicarsi degli appalti, e, dopo che qualche cosa non è andato per il verso giusto, li hanno denunciati , e fatti condannare, ivi compresi personaggi, (fino a ieri “compagni di merende”) che li avevano sottoposti a minacce, intimidazioni ed estorsioni! Suona come una bestemmia, definire Testimone di Giustizia chi per lunghi anni si è adeguato ad una norma atavica che impone la corresponsione di “commissioni” altrimenti chiamate “tangenti”, ed attivamente condiviso progetti lavorativi con questi “operatori del settore” ricavandone lucrosi utili!

Di fatto, questo a mio parere, ne comporterebbe di diritto l’inclusione nella categoria “collaboratori”, in quanto a tutti gli effetti favoreggiatori dell’attività criminosa, e quindi, procacciatori di illeciti guadagni a favore della criminalità denunciata! Sto operando una troppo sottile distinzione? Sbaglio nel pensare che non possa ritenersi sufficiente lo “sputare nel piatto dove si è mangiato” per tanto tempo, per ottenere una “riabilitazione” così totale, una remissione dei peccati così magnanima non riscontrabile nemmeno nell’ambito della Chiesa? Basti considerare, che, – ancora oggi – per esempio, alle persone divorziate viene precluso l’accesso ai Sacramenti! Laddove si è violato un contratto religioso, non può esistere perdono! Nel contempo, lo Stato laico applica la “carità cristiana” per il “figliol prodigo”, nei confronti di figuri che hanno violato le Leggi della società civile e li fa assurgere agli altari della Giustizia!

Comunque, si è provveduto anche a questi in termini economici, a titolo di risarcimento ed assegni di mantenimento: se per i Testimoni di Giustizia, le vittime del terrorismo, e della criminalità organizzata deceduti, il risarcimento immodificabile è di 200.000,00€, il discorso risulta essere diverso per costoro (peraltro vivi e vegeti!) qui si usano parametri ben diversi! Il risarcimento deve tener conto del giro di affari dell’impresa del soggetto. Le dichiarazioni dei redditi erano irrisorie? A quanto pare non importa! Potenzialmenteavrebbe potuto sviluppare un fatturato enorme”, ed in tal senso si è quantificata la capitalizzazione del risarcimento!!! Si dice D.L. …. (58) che deve garantire il tenore di vita esistente precedentemente allo stato di “protezione” dello Stato! Visto che non si è potuto tener conto delle dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti alla protezione, perché veramente irrisori se non inesistenti, in un intervento alla Camera dei Deputati un’Onorevole si è superato in quanto a teorie che si potrebbero benissimo definire “filosofiche”, (peraltro condivise, poi, da altri colleghi del medesimo Partito e coalizione) in base alle quali è stato calcolato “matematicamente” l’ammontare pecuniario del risarcimento, nello specifico ha disquisito sul “tenore di vita dichiarato e percepito”! Riporto le parole precise dell’”illuminato”: (Commissione Parlamentare d’Inchiesta omississ….2005) (59) …Per tenore di vita, a mio avviso non si può prescindere da quello che emerge, ormai in una accezione consolidata, nelle applicazioni delle misure di prevenzione patrimoniale dove si parla, per altri fini, del tenore di vita per valutarne la sperequazione rispetto al reddito percepito. Ma “tenore di vita”, quindi , nella giurisprudenza significa non già un reddito dichiarato, un reddito percepito, ma in concreto le disponibilità finanziarie e materiali delle quali un soggetto è titolare. Certo, nelle misure di prevenzione, questa dicotomia è funzionale rispetto all’accertamento del reddito illecito; per quanto riguarda i testimoni di giustizia, è funzionale invece al riconoscimento di un indennizzo equo. Anche in dottrina c’è una chiarissima definizione, ormai comune definizione, di “tenore di vita”, come non debba essere riferita solo al risparmio del reddito e all’impiego in beni disponibili, ma anche a qualcosa che si può definire attraverso i beni e i servizi in concreto consumati e utilizzati, cioè il tenore di vita deve riferirsi alla situazione economica complessiva del soggetto, che gli consente di essere collocato in una certa scala di reddito.

Quindi, si è nel tempo utilizzata una serie di parametri che qui posso soltanto citare (li abbiamo riportati nel documento): disponibilità di aeromobili, imbarcazioni, cavalli da equitazione, autoveicoli, residenze secondarie, collaboratori familiari, acquisto di gioielli, pellicce, beni rifugio, frequenza in alberghi e ristoranti di lusso per lungo periodo, partecipazioni a crociere, viaggi all’estero. Questi sono i parametri normalmente utilizzati ai fini della definizione del cosiddetto tenore di vita.

Come ho detto, la delibera del ………………. fa riferimento esclusivamente ai dati forniti dall’Agenzia delle Entrate con riferimento ai redditi del testimone e della moglie. Chiaramente non è stato possibile, né risulta possibile, alcun accertamento, che in concreto sembra non sia mai stato svolto, sulla ricostruzione dell’effettivo tenore di vita goduto dal testimone prima dell’ingresso nel programma di protezione, come espressamente previsto dalla legge vigente.

Personalmente, ho “percepito” nel senso di “realizzato”, che se un comune cittadino italiano conduce un tenore di vita nettamente sproporzionato al proprio reddito ufficiale è quantomeno sanzionabile, (pensiamo al redditometro di prossima adozione!) a prescindere che sia o meno un pericoloso criminale, invece in questo caso, la cosa acquista paradossalmente “titolo preferenziale” per definire un “equo” indennizzo, e pur non essendo stato dimostrato questo millantato elevato tenore di vita!!! Volendo anche qui, prendere atto, in definitiva, come già ampiamente descritto in precedenza, che una rocambolesca fantasia non faccia proprio difetto ai spregiudicati personaggi beneficiari di tale trattamento, (vedi: CHI E’ JENET) mi riesce difficile capire come si sia potuto assecondala e concretizzarla!!! Il tutto in aperto contrasto alla razionalità ed alle incongruenze riscontrate, e tutto in nome: di due diversi modi di percepire la medesima situazione … espressione di due diverse sensibilità”! Chi avrebbe immaginato che la Legge tenesse conto di certe “sfumature”! O forse … si! Es: quel “solare” personaggio, tesoriere di un Partito, che dopo essersi “appropriato” (n.b. non rubato!) di decine di milioni di euro dichiara seraficamente di averlo fatto perché: “… ne avevo bisogno!” Ed oggi, soggiorna in una sorta di beauty farm/ritiro all’odor d’incenso!? Altro esempio: disperato che ha “rubato” (n.b.: non appropriato!) un pezzo di formaggio o di carne in un supermercato perché:” … avevo fame!” Ed oggi soggiorna in una sovraffollata galera all’odor di m …! Due diversi modi di percepire la medesima situazione … espressione di due diverse sensibilità! (60)

Visto, quanto porta lontano, l’accettazione della teoria de: “i diversi modi di percepire la medesima situazione … espressione di due diverse sensibilità”? Come non farne tesoro ed oggetto di profonda meditazione?!

Ma non basta! Per poter godere di ulteriori benefici oltre quelli del “testimone di giustizia”, occorre anche indossare i panni della vittima del “racket dell’usura”, quindi: costituzione parte civile per ottenere risarcimenti pecuniari * ed usufruire della legge – su enunciata- sull’assunzione obbligatoria – in veste di “vittima”, nella P.A.! Che fantastico escamotage! Il Disegno di Legge per l’accesso all’impiego dei collaboratori ed i testimoni di giustizia nella P.A., è stata bocciato? Il “testimone”, d’incanto si trasforma in “vittima del racket dell’estorsione e dell’usura”, il gioco è fatto!

*indenizzo che per legge non “potrebbe” essere cumulabile ad altri risarcimenti in fase di risoluzione/fuoriuscita dal Programma di Protezione, anche qui – a quanto pare – è stata applicata una “interpretazione” delle norme! (61)

Non si spiega, come mai, tanti “testimoni di giustizia” si lamentino del trattamento loro riservato da parte dello Stato! Sarà una favola, che certi imprenditori rimasti caparbiamente nella loro terra a proseguire la loro attività, e pur non avendo mai intrattenuto “affari” con la criminalità organizzata ed alle prime pressioni estorsive ribellandosi hanno denunciato, si trovino oggi costretti da fattori contingenti a dover chiedere dilazioni di pagamento delle tasse all’erario? (62)

Sembra impossibile! O anche qui siamo di fronte ad una “deroga”, e costretti ad ipotizzare l’esistenza di una “casta”, anche in questo opaco ambito collaborazionista?

Ad avvalorarne l’ipotesi potrebbero essere presi in considerazione i dati riscontrabili nelle “relazioni”, in base alle quali, risulterebbe che il budget del Ministero dell’Interno, destinato agli indennizzi/capitalizzazioni per la fuoriuscita dei collaboratori/testimoni dal programma di protezione; versi in condizioni precarie,(63) insomma “il piatto piange” da quando il guru si è “aggiudicato il banco”, (vedi: IL MARITO DI JENET IL GURU DELLA GIUSTIZIA) certo che: “dove passano i coniugi La Qualunque, non cresce più l’erba!”

Che ne è stato di Jenet? Niente paura! La soap opera continua, avendo riscosso – come nella ormai consolidata tradizione del dilagante trash – alti indici di gradimento … Anche se la nostra “sfilettatrice di delfini” non è riuscita a veder trasformato il proprio rapporto di lavoro a termine in contratto a tempo indeterminato (come pretendeva), e nemmeno a veder rinnovato il comodo contratto CO.CO.CO. malgrado gli sforzi congiunti dei suoi “simpatizzanti”! Come mai? Forse che il responsabile (4) del polo Sanitario/Universitario (3) non se la sia più sentita di prestarsi al gioco interrompendo così di fatto una sorta di sodalizio con l’universo Cettolaqualunquista? Realizzare pian pianino che il tutto non poteva più considerarsi una semplice goliardata, una leggera deviazione dal percorso dell’etica e responsabilità professionale, insomma un peccato veniale facile da emendare (come gli era stato garantito) a fronte del più che probabile “sputtanamento” a livello mondiale del Polo Sanitario//Universitario (che si trova a dirigere) è stato un tutt’uno con il realizzarne il fallimentare riscontro costi/benefici? Questa potrebbe essere una delle ipotesi più accreditate, scartando a priori quella di un rigurgito di coscienza, che in questa vicenda è stata più che digerita sin dall’inizio ….

Di diverso avviso il prof. Pigmalione, (2) l’unico a non defilarsi, l’unico a mantenere la spregiudicata incoscienza iniziale e ad opporsi strenuamente ed animatamente a questa separazione dopo l’essersi trovato così a proprio agio nella veste di cavalier servente della primadonna in “CO.CO.CO. in Cetto hospital” ed ormai dipendente da quella affinità elettiva instauratasi con la sfilettatrice (inconcepibile per lui anche soltanto ipotizzare un abbandono)! Purtroppo è andata così! Questa volta non è stato accontentato! Gli resta la soddisfazione di aver fatto il possibile e l’impossibile, compreso l’aver affidato alla sfilettatrice – sin dal primo giorno – la mansione di “medico” addetto al triage dei pazienti, alle diagnosi ed alla formulazione della scaletta di priorità di accesso alle cure, alla completa autonomia nel piano di interventi da effettuare sui malcapitati pazienti; e quella di aver (pur con il cuore straziato) – a pochi giorni dalla scadenza del contratto lavorativo della sua diletta – organizzato una trasferta, per gratificarla ulteriormente – una tre giorni di Congresso Medico a livello internazionale realizzato dall’Accademia (omississ …) (46) con l’alto patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri – questa volta non nella veste di semplice accompagnatrice come in precedenza – in località forse più suggestive ma meno prestigiose – bensì imponendola come relatrice!!! Certo è, che per chi si è per lunghi anni relazionata ai delfini ed alla loro sfilettatura il trovarsi fianco a fianco, alla pari con autentici ed eminenti specialisti a livello mondiale non è stato altro che un doveroso tributo alla sua indiscussa abilità! Possiamo soltanto immaginare, quanto si siano sentiti onorati gli illustri colleghi d’oltreoceano dall’aver avuto modo di accrescere il loro sapere attingendo direttamente dal suo patrimonio di competenza, come si siano genuflessi al suo cospetto! Del resto, disquisire – statistiche alla mano – sugli effetti collaterali determinati da interventi chirurgici anche demolitori e da cure chemio/radioterapiche, la ricaduta psicologica che ciò comporta a fronte di carenze funzionali ed estetiche sui pazienti oncologici, dilungandosi nell’esporre le metodologie riabilitative da adottare, non è stato poi così tanto diverso dall’occuparsi di quei simpatici cetacei, il ché non può che aver contribuito ad accrescere enormemente la sua autostima! (Questo è un esempio emblematico per sfatare la diceria che ci sia una fuga di cervelli all’estero, il meglio lo teniamo ben stretto!)

” In maniera esponenziale è cresciuta la mia disistima nei riguardi della Sanità, ogni qual volta mi trovo a contatto – a diverso titolo – con dei medici che non conosco l’istinto mi spingerebbe a richiedere il curriculum professionale, una cosa è certa: qualora malauguratamente dovessi trovarmi nella necessità di avvalermi delle loro cure non mi farei “mettere le mani addosso” se non previa presentazione di dettagliato curriculum corredato da diploma di laurea, (peraltro non sufficiente essendo – a quanto pare – a buon prezzo ((anche prendi 3 paghi 2)) facilmente ottenibile anche su pergamena originale di nostre storiche Università! ) (47) quindi per precauzione supportato da libretto universitario, attestazioni di specializzazioni, master, aggiornamenti, etc. e certificato di iscrizione all’Albo, il tutto rigorosamente verificabile!”A tal proposito “il trota” insegna! (Che casualità … “sfilettatrici di delfini” e”trote”, siamo in pieno ambiente ittico!))

Il prof. Pigmalione ha voluto in tal modo offrire un’ulteriore attestato di stima, un’ulteriore regalia in concomitanza con il compleanno della sua protetta, ed oggi, seppur sconsolato dalla sparizione di quella cometa che aveva illuminato le sue faticose e tediose giornate, e nella quale aveva investito molto – umanamente e professionalmente – il prof. Pigmalione nel suo intimo nutre la speranza – neppur tanto immotivata – che prima della fine dell’anno le riprese della soap possano riprendere con il rientro trionfale dalla porta principale della nostra eroina, e questa volta per restarci e riprendere quel posto rimasto desolatamente vuoto! Si precisa che il Polo d’eccellenza omississ……(3) attualmente risulta essere sotto organico, quindi a maggior ragione si renderebbe indispensabile riappropriarsi di quella “eccellenza” magari offrendole un primariato e per non farla sentire troppo spaesata (questa volta) affiancarle – quale valore aggiunto – persone di sua fiducia attinte direttamente dalla corte di seguaci convertiti alla causa La Qualunque, o meglio ancora parenti stretti; (48) cosa del resto che potrebbe rendersi possibile (sarebbe troppo azzardato ipotizzarlo?) attingendo da fondi resi disponibili grazie alla politica di risparmio operata

a livello regionale nella Sanità che vede ridotte tra l’altro le Borse di Studio agli studenti dove si richiede anche – per l’accesso alle medesime – un punteggio medio non inferiore ai 25/30 (49) (qui sì rigorosamente documentati e certificati!) per non tralasciare i fondi derivanti da altre economie tra le quali quelle determinate da mancate nuove assunzioni di infermieri (ivi compresi quelli impiegati in sale operatorie ove si praticano trapianti d’organo) in tal modo sui contribuenti non verrebbero a ricadere altri costi aggiuntivi, bensì si attuerebbe solamente una “diversificazione” di destinazione degli stanziamenti. Tutto ciò ha un nome: “ottimizzazione delle risorse”! Nel complesso una virtuosa gestione della spesa sanitaria!

E si! C’è da dire che la nostra Jenet ha guadagnato la via d’uscita dalla porta di servizio – andandosene in gran fretta – senza salutare nessuno, nemmeno coloro che l’avevano agevolata nella sua mansione di “medico”, compreso il personale infermieristico prodigatosi nell’insegnarle a destreggiarsi tra ferri chirurgici ed apparecchiature varie. E che dire dei pazienti? Che dire di quelle “cartelle aperte”, di quegli inconsapevoli malcapitati che domandano ancora oggi come mai la “dottoressa” non c’è più? E gli studenti, – ragazzi di buona famiglia – onorati e convinti di frequentare una facoltà di eccellenza a livello internazionale nell’illusoria convinzione di far parte di una sorta di elite? Anche loro ignari, la “dottoressa” che ossequiavano è veleggiata per altri lidi portando via con sé quella fonte di sapienza alla quale attingevano ! Ed i medici (quelli veri), quelli “giusti” pure loro tenuti all’oscuro della vera identità della “collega”, quelli che veramente sgobbano e che la retribuzione della “sfilettatrice” se la possono solamente sognare? Queste sono le categorie che la nostra testimone di giustizia ha coscientemente e spietatamente turlupinato, delle quali si è servita per rimpinguare il suo gruzzolo, gruzzolo che pare si sia ulteriormente rimpolpato nel momento stesso in cui è stata costretta ad abbandonare l’Ospedale, credevate mica che se ne sarebbe andata a mani vuote?! Indispettita si, senza salutare anche, ma con le tasche piene! Pare che già da mesi, – avendo sentore di non vedere rinnovato il contratto (in un modo o nell’altro) – la nostra Jenet previdentemente, (concedetemi l’allegoria) attorno al tavolo di cucina con il consorte guru – come in tutte le buone famiglie avviene – abbia architettato e portato a compimento un’ altra rocambolesca manovra atta a foraggiare ulteriormente con denaro sonante il bilancio domestico.

Se all’inizio di questo articolo feuilleton vi ho resi edotti di come sia facile garantirsi una sistemazione con un lucroso contratto CO.CO.CO. adesso sarei tentata di erudirvi sul modo di procurarsi un’altrettanta lucrosa buonuscita, ma se lo facessi si rischierebbe una pandemia, e nel contempo non sarei certa di potervi assicurare un pari trattamento, in quanto occorre possedere una grande padronanza della materia (leggi, articoli, commi, equipollenze, deroghe, ecc. ecc., più influenti supporter) unita alla funambolica abilità a mescolare il tutto, ad agitare q.b. per infine ottenere il prodotto più vantaggioso. Questa “pratica” legittima, ( non quella in oggetto che gode di troppe “licenze poetiche”) era pressoché sconosciuta nella nostra Regione, ho scoperto che invece in altre è in uso già da tempo in maniera massiccia, sempre per il solito discorso che: “la legge non ammette ignoranza” quando ci deve castigare, ma non ci istruisce come fare per potercene avvantaggiare! E’ il solito “fai da te” all’italiana ed ai nostri “guru” (in questo hanno tutto da insegnarci!) un ben meritato applauso! Anni e anni sui codici ed il “fai da te” continua a produrre per loro i suoi appetitosi frutti!

A questo punto si sarebbe portati a pensare che la nostra Jenet si stia concedendo un periodo di meritato riposo … Ma nemmeno per idea! Fedele al motto: ”battere il ferro sin che è caldo” – ormai un matra per la famiglia La Qualunque – immediatamente, sempre tramite i soliti canali (questo è un altro discorso …!) le è stata trovata un’altra sistemazione sicuramente ancor meglio retribuita, in una struttura semi-pubblica, (50) (nel senso che usufruisce di contributi pubblici, significa che dalle nostre tasche i soldi si involano e vanno direttamente a planare dolcemente ma inesorabilmente in quelle della sfilettatrice) forte anche del curriculum professionale reso più corposo grazie alle referenze e credenziali ottenute tramite la disponibilità senza frontiere di Pigmalione che l’ha imposta come punto di riferimento in un Polo Sanitario/Universitario d’eccellenza sigh! Ed alla partecipazione a Congressi Medici ad alto livello mondiale, doppio sigh!

Una sistemazione che concede alla nostra sfilettatrice di poter operare in completa autonomia, la struttura in questione, guarda caso si occupa delle fasce più deboli di utenti, nella fattispecie – per quanto riguarda la specialità “medica” di Jenet – di pazienti “particolari” – quelli affetti da disabilità di diverso grado – sempre i più indifesi, sempre i più segnati dalla sofferenza, sarò un’inguaribile sentimentale, ma mi fanno orrore coloro che speculano sulla sofferenza, mi fanno orrore coloro che pensano che a queste categorie di persone (nelle quali nessuno di noi o dei nostri cari può escludere di non dovere un giorno per un destino avverso poter entrare a far parte) vengano propinati in maniera cinica servizi scadenti e dannosi da personale incompetente privo di ogni scrupolo morale.

A capo della struttura; (51) un medico di base non sconosciuto alle cronache politiche locali in quanto esponente di Partito e navigatore di lungo corso nel tempestoso oceano politico/sanitario regionale ben avvezzo a destreggiarsi nei torbidi labirinti del sottobosco della politica e nell’aggiudicarsi succulenti incarichi e consulenze a livello regionale e provinciale qualunque sia la matrice politica del Governo piemontese al momento in carica; il classico “uomo per tutte le stagioni”. Un salto di qualità anche per questo signore, al quale non deve essere sfuggita la convenienza dell’opportunità offertagli asservendosi alla causa Jenet, pure lui come Pigmalione ansioso e ben disposto a prestar opera di vassallaggio!

Jenet è in tournee, la soap opera trash prosegue su di un altro set! Resta da domandarsi quanti sventurati pazienti incorreranno nelle sue “cure” naif, è fuor di dubbio che abbandonata al proprio destino, la nostra sfilettatrice senza l’ausilio di supporti professionali “genuini” potrebbe creare maldestramente qualche danno … Nell’eventualità, lancerebbe un SOS al prof. Pigmalione che certamente – memore degl’intensi trascorsi – non mancherebbe di accorrere in suo aiuto ogni qual volta si presentasse l’esigenza di arginare gli effetti negativi di pratiche mediche “inopportune” e nella peggiore delle ipotesi ad accollarsene la responsabilità!?

Altro che “nani e ballerine”!

(Personalmente i nani non mi hanno mai fatta ridere ed inoltre trovo alquanto di cattivo gusto equiparare i portatori di quello che si potrebbe definire un handicap a dei buffoni! In merito alle ballerine non ho mai pensato che possa ritenersi disdicevole tale professione – di ogni ordine e grado – in quanto bene o male se queste non ballano non vengono retribuite, se poi l’intento dispregiativo è quello di equipararle a delle escort, a maggior ragione meritano rispetto in quanto anche quest’ultime non potendo bluffare – nell’esercizio della loro professione – il denaro se lo guadagnano eccome!)

Ben altri sono i personaggi meritevoli di dileggio, biasimo e condanna, i più spregevoli e disgustosi: la categoria dei parassiti …. Di questi tempi proliferano! Inutile dilungarsi, la sottoscritta al momento si occupa di una sottospecie inedita rischiando anche la scomunica, l’ostracismo, la gogna mediatica ed in quant’altro è possibile incorrere, perché se è tollerata la satira e la denuncia che vede prese di mira figure di spicco anche ad alto livello ecclesiale ed istituzionale, ben altra cosa è osare mettere in dubbio o ridicolizzare (come già ho affermato in precedenza) con fatti seppur acclarati l’illibatezza morale dei personaggi di questa squallida e grottesca soap opera trash, si rischia il rogo!

In definitiva pare che la “crescita” della sfilettatrice non conosca battute di arresto! E’ l’unica cosa che cresce – a ben vedere – nel nostro Bel Paese, c’è di che esserne fieri, il resto del mondo ci invidierà, almeno in questo possiamo ritenerci all’avanguardia! Persino la rigorosa Merkel sarebbe tentata di insignirci di un encomio per questa bella prova di teutonico rigore e coerenza politico/morale ! Ma chi se frega se ci troviamo in piena recessione, chi se ne frega del progressivo aumento delle tasse, e – sempre e comunque – dei giovani disoccupati, dei senzatetto, degli imprenditori disperati che si suicidano, degli esodati, dei pensionati ridotti alla fame, delle donne vessate, minacciate e violate, ecc. ecc., che noia, questo populismo!!! L’importante è che certi personaggi, certi Cetto La Qualunque continuino a prosperare incrementando freneticamente con ingordigia il loro deposito bancario talmente cospicuo da vederli – pare – fra i maggior azionisti della Banca (omissis…) (52) e continuando a fare incetta di incarichi ed onorificenze con la loro professione porta a porta di propagandisti pro legalità!

Una nuova “casta”? Una nuova “cosca”? O piuttosto, – considerata la pittoresca appartenenza politico/istituzionale/sociale/religiosa degli adepti – sarebbe più appropriato definirla: “setta”?

Soltanto di recente ho “scoperto” questo monologo del grande Giorgio Gaber , sembra incredibile, è datato 1994!

Mentre la nostra Jenet continua a dar prova del suo virtuosismo artistico sul set della struttura ospedaliera/universitaria d’eccellenza (omissis …(3), il marito porta in giro in tournee – da perfetto mattatore del palcoscenico, lo spettacolo della “testimonianza”, ovvero: (sottotitolo) “il coraggio, l’educazione alla legalità” di città in città, di paese in paese, di scuola in scuola, non disdegnando manifestazioni varie che spaziano dalle commemorazioni della Resistenza alle Fiere di paese, prediligendo un’area territoriale nella provincia di Torino, che casualmente – considerandone la delimitazione – può far ritenere trattasi di Collegio Elettorale; come, – considerando l’atteggiamento del nostro istrione, che va assumendo di giorno in giorno i tic e le gestualità comportamentali di certi politicanti di antica memoria – può far ritenere che questi possa nutrire delle velleità politiche. La cosa non potrebbe stupire, in quanto, supportato da un battage pubblicitario – in ogni dove e situazione – da una precisa fazione politica che lo ha eletto al suo interno, – e non solo – a portavoce della Legalità! In questo caso specifico però, sorge legittima l’esigenza di domandarsi se tutta questa singolare Campagna Elettorale del “testimone”, – compresi i relativi costi – sia da addebitarsi a tutti i cittadini/contribuenti (anche di credo politico opposto) od invece allo schieramento che lo promuove.

Tutto in questa vicenda, portata alla luce da un’abnorme “assunzione”, è un susseguirsi di contraddizioni: lo sbandieramento verbale di legalità ad ogni piè sospinto e la messa in atto concreta dell’abuso; l’esternazioni enfatiche di umiltà e sofferenza e le palesi manifestazioni di prepotenza e supponenza; le dichiarazioni veementi di privazioni e vessatoria emarginazione sociale/lavorativa e la reale situazione esistenziale ed economica, come di seguito riportata.

A questo punto non rimane, dibattendosi tra ilarità e sgomento che prendere visione di quello che è stato il percorso umano/artistico del marito di Jenet prima di arrivare a fare “campo base” nella nostra Città.

Premessa: a costo di essere tacciata come minimo di blasfemia, (osando mettere in dubbio la coerenza e lo spessore morale, di tale immaginifica ed immacolata figura) vorrei precisare che trattare di pentiti o similari non è mai stata la mia massima aspirazione e se non fosse che mi è stato fatto il “regalo” di trascinarmi dentro questo scenario surreale e grottesco abusando della mia buona fede, avrei continuato beatamente a non curarmene, avendo sempre ritenuto il “pentimento” così come inteso nel contesto giudiziario, un utile strumento insieme ad altri finalizzato al conseguimento di un preciso obiettivo, pur discostandomene eticamente. Quindi, in quanto, mi costerebbe fatica riuscire a riportare la storia “ufficiale” del guru della Giustizia in maniera esauriente e particolareggiata non inquinata da personali considerazioni, preferisco indirizzarvi – per una attenta lettura “laica” – a consultare sui siti gli Atti ed i resoconti stenografici (tutti!) del Senato, della Camera e del Ministero dell’Interno.

Posso anticiparne l’epilogo: nell’Audizione della “Commissione Centrale sui programmi di protezione” del 14 maggio 2009 si evince che il “guru delle Giustizia” ha rifiutato un “indennizzo” (da parte dello Stato) di oltre 5 milioni di euro! (nostri!). (25) Questo dopo anni di estenuanti lanci e rilanci, ivi compreso un minacciato “sciopero della fame” (26). Infine, nell’udienza del 10 giugno 2009 si è arrivati alla definizione con l’accettazione da parte del guru di tutte le misure di capitalizzazione (denaro), più ristoro (casa, stipendi, rimborsi spese ed altro) e tutela (scorta ecc.): il lucroso “banco” è suo! (27) A tutt’oggi non è dato conoscerne l’esatto ammontare, sicuramente superiore all’ultima offerta! Il nostro guru si era risentito parecchio – in precedenza – della non secretazione di questi dati, adducendone l’inopportunità, in quanto avrebbe potuto esporre gravemente a rappresaglie la propria famiglia rimasta in Calabria! (28) Eventualità da scartare se non si vuole negare la realtà, che ha visto un suo fratello ricoprire la carica di vicesindaco del suo paese per ben 12 anni! (29) Qualcosa vorrà pur dimostrare! (un po’ strano, considerato che normalmente nelle realtà mafiose i familiari dei pentiti vengono equiparati a questi e ne subiscono conseguentemente l’ostracismo, a dir poco!) Paese che peraltro il nostro guru ha sempre tacciato di indifferenza, insensibilità e mancata solidarietà nei suoi confronti. Diciamo piuttosto che se si viene a sapere che: alla villa, alla scorta, alla Mercedes blindata, all’incarico di Consulente dello Stato in un non ben identificato Apparato/Organo/Ente (?) (30) che dir si voglia, all’impiego della moglie, ai viaggi, ai rimborsi spesa ed indennità/stipendi vari – menzionati sopra – e chissà quant’altro, ad aggiungersi un tesoretto/liquido di ben oltre 5 milioni di eurola qual cosa rischia di intaccare pericolosamente l’immagine così faticosamente ritagliatasi di vittima dell’’ndrangheta e di povero tapino abbandonato dallo Stato!

n.b. benefici erogabili a tempo indeterminato, una sorta di lucroso vitalizio reversibile (probabilmente perpetuo) alle generazioni a venire …

In sovrappiù ai benefici su esposti, a questo signore, nel 2008 è stata conferita la Cittadinanza Onoraria della nostra Città! (31) Invece sono occorsi – ai nostri Amministratori – ben quasi 4 decenni per accorgersi dell’esistenza di un UOMO, un certo sig. Ernesto Olivero che dedica la sua vita alla comunità torinese con un’opera altamente meritoria, condotta con determinazione e costanza quotidianamente, senza appoggi politici e strombazzamenti autocelebrativi di sorta; per conferirgli – in questi giorni – la Cittadinanza Onoraria!!! (32) Includendolo meritatamente nell’elenco degli insigniti che vede spiccare i nomi di Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco, Andrej Sacharov, Nelson Mandela, Albert Sabin … (33) A questo punto parafrasare un nostro noto politico è d’uopo:”Ma che c’azzecca il guru?”

Che dire poi della recentissima dolente esternazione del guru scaturita da un intervento in una trasmissione televisiva:”… non ho lavoro … devo aspettare i 68 anni per prendere la pensione sociale”, (34) ma … un po’ di vergogna!? Non ha perso la stucchevole abitudine ad atteggiarsi a vittima! A cosa mirerà ora? L’ultima lagnanza riguarda la scorta: dopo l’arrivo all’aeroporto in Calabria ha dovuto adattarsi all’unica protezione dell’autista (35)! Prossimamente (è sufficiente che minacci un altro digiuno!) gli verrà concesso anche l’uso dell’aereo Presidenziale, l’auto (bandierine tricolore comprese) e la relativa scorta, e nel caso la meta fosse Roma … anche il pernottamento nella dependance presidenziale! Vabbè che è lanciato – essendogli andata “alla grande” al punto di sentirsi legittimato a battere il ferro sin che è caldo, ma …. “prenderla un po’ più bassa!?” (per dirla con un piemontesismo, e per non scadere nel più appropriato “p … più c …!”)

Questo signore – al quale non fa certamente difetto la fantasia, (come già detto in precedenza nell’approfondimento: CHI È JENET”) ad ogni intervento od apparizione in pubblico apporta qualche modifica al repertorio per consolidare il suo passato status, in un crescendo di: “avevo più di 100 operai” – “impiegavo 200 dipendenti” – “davo lavoro a più di 250 operai in Calabria”, le “ipotesi di appalti” sono diventate “cantieri aperti in tre città tedesche”, (36) però! Bisogna riconoscergli un enorme ed esemplare spirito civico se ha rinunciato a tutto questo, (dopo aver elargito bustarelle (37) per assicurarsi appalti – poi non ottenuti, come si riscontra nelle sue dichiarazioni) per non versare percentuali del 3 e 6% sugli importi dei lavori all’’ndrangheta!!! (38) Santo subito!!! Peccato che, di tale giro di affari e di tali assunzioni di personale non si trovi traccia nelle documentazioni ufficiali ed all’Agenzia dell’Entrate il ché ha creato un gran imbarazzo agli addetti ai lavori – a suo tempo – per arrivare a definire le misure di capitalizzazione (quantificazione in moneta sonante) per il risarcimento di cui sopra. (39)

Cosa fa oggi il “testimone di giustizia”, oltre l’aspettare la pensione sociale? Come accennato precedentemente nel capitolo “VOGLIA DI CHIAREZZA”egli si occupa di scorazzare in lungo ed in largo per la penisola a portare il “verbo” (non è un’esagerazione!) un noto settimanale anni fa riportava in copertina l’immagine di Giovanni Paolo II con la scritta “Santo subito” ed in basso in un riquadro la foto del guru! (mi auguro che sia stato frutto di un fotomontaggio da parte dei suoi sostenitori!) (40) e poi al ritorno da una visita ad un campo di sterminio nazista è riuscito con spudoratezza ad equiparare le proprie sofferenze a quelle patite dai deportati (41)! Manca solo che gli si manifestino le stigmate e potrà paragonarsi a Padre Pio! Non è da escludere, che una statuetta della Madonna a casa sua, un giorno non possa lacrimare sangue!

Comunque nel frattempo, il personaggio in questione predilige portare in scena la testimonianza del proprio coraggio ed “educare alla legalità” un pubblico di giovanissimi, (per le ragioni già specificate nel capitolo VOGLIA DI CHIAREZZA”) – sicuro di non essere messo in difficoltà – anche se … ultimamente, nel corso di un’assemblea, – o meglio – al termine di questa, si è giocato la carta della domanda posta alla platea, (il nostro guru malgrado la velleità di “salire” in politica – come direbbe Cetto La Qualunque – ignora che se non si è più che consumati politicanti è rischiosissimo lasciare la parola ad un ignoro interlocutore in una manifestazione pubblica) la domanda verteva su un dilemma che lo lacerava: il rammarico di aver trascinato nelle sue traversie i propri figli … e con espressione angustiata: “Voi che avreste fatto al posto mio?” risposta pronta e concisa da parte di un ragazzino evidentemente attento ascoltatore: “Non avrei procreato!” Silenzio …. ! (42) (vedi periodo riproduttivo in CHI E’ JENET). Pare che da quel giorno siano state date precise disposizioni ai ragazzi: assistere alle rappresentazioni soltanto in religioso silenzio.

Con un pubblico adulto non gli è andata meglio:

in un’altra occasione un giovane ha invitato il guru a dare chiarimenti su contraddizioni e lacune emerse nel racconto fatto della sua vicenda, rispetto a dati e testimonianze riportate nelle documentazioni ufficiali, essendo ben disposto (una volta fugati i suoi dubbi) a riconoscergli la buona fede in quanto veramente impressionato dalla vicenda e dal coraggio da lui dimostrato nel ribellarsi agli atti criminosi che lo avevano visto vittima … Silenzio …. ! (43) (come sopra)

Altra assemblea: un giovane urtato dall’atteggiamento arrogante del “testimone” nel quale ravvisava le caratteristiche proterve di un politicante di bassa lega, è giunto ad affermare che pur impressionato (anche lui) dal racconto, – qualora il narratore fosse stato a caccia di voti – non avrebbe certamente potuto contare sul suo … Silenzio …. ! (44) (ancora come sopra)

Giovane compaesano del guru: che non riesce a capacitarsi come questi abbia in continuazione a denigrare il proprio paese d’origine insinuandone la mafiosità ritenendosi vittima della noncuranza, della mancata solidarietà e sostegno dei propri compaesani ecc. ecc. Conoscendone il fratello, per 12 anni vicesindaco e quindi smentendo una qualsiasi ipotesi persecutoria da parte del paese nei confronti della famiglia. Ricordando che l’impresa del guru era una delle tante che operava nel settore edile, ma non certamente la più florida come da lui dichiarato … Silenzio …!) (45) (sempre come sopra)

Ci si stupisce nel constatare che a un personaggio che ha avuto tante cose da dire a suo tempo ed ancor più oggi – in un crescendo parossistico di eloquenza pseudo social/politica – manchino gli argomenti e le parole per ribattere e per rispondere ai quesiti che gli vengono posti!

A conclusione, posso aggiungere una mia personale riflessione ponendo una domanda: quanti “testimoni di giustizia” vedove, figli, genitori di personale di pubblica sicurezza, agenti di scorta, magistrati, giornalisti, vittime di atti di terrorismo e di agguati di mafia, possono aver usufruito di un tale trattamento economico e tali alti riconoscimenti in passato? Quanti di questi – nel presente – possono contare su cotanti contributi ed eguali tutele?

Nel capitolo “I TESTIMONI DI GIUSTIZIA” si potrà prendere visione del calcolo delle “liquidazioni” a questi destinate e le disposizioni di legge in merito al “ristoro” sotto forma di sussidi mensili.

Inoltre si potranno conoscere i parametri usati per definire l’ammontare diversificato di indennizzi, sostegni, ecc., per la tipologia “collaborazionista”: PENTITO – COLLABORATORE DI GIUSTIZIA – TESTIMONE DI GIUSTIZIA.

CHI E’ JENET

Jenet nasce in un paesino di poco più di 6.000 abitanti a circa m.800 s.l.m., (16) in mezzo ai monti della Calabria, fin dall’infanzia conduce una vita tranquilla, viziata e vezzeggiata da tutta la famiglia (dicono), sin che un dì incontra il futuro coniuge (il guru), tale frequentazione negli ultimi mesi del 1987 sfocia nel fidanzamento ufficiale, prima della sua iscrizione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università di Messina. Essendo già allora una record-woman: nel giugno del 1990 consegue il Titolo di Laurea, nel 1994 si iscrive all’Albo dei Medici Chirurghi della sua Provincia, (17) sempre per non smentirsi ed aggiudicarsi il guinness dei primati, in contemporanea si sposa, (18) in concomitanza con: i guai del marito taglieggiato da quasi dieci anni dall’’ndrangheta, il fallimento della ditta, il licenziamento degli ultimi operai e le prime denunce del coniuge nei confronti dei suoi persecutori, – in questo scenario idillico preludio di un prossimo futuro sereno e prospero – la nostra novella sposina decide (con queste allettanti premesse) – di mettere in cantiere il primo figlio, nel 1995 supportata sempre dalle condizioni “ambientali” favorevoli decide di ripetere l’esperienza, nel 1996 i nostri, stremati dalle vessazioni e dalle minacce degli estorsori maturano la decisione di porgere ulteriori denunce, circostanziate e definitive. In conseguenza di ciò, si rende indispensabile nell’ottobre del 1997 la presa in carico da parte dello Stato di tutta la famiglia (ivi compresi i due piccoli), che si traduce in: “Programma di protezione dello Stato” con conseguente allontanamento dalla località d’origine.

Se dobbiamo dare credito alle dichiarazioni del “guru della Giustizia”, Jenet a quella data era una professionista affermatissima con un avviatissimo studio professionale, specificando che l’attività medica veniva svolta presso il proprio domicilio. (19)

Non occorre essere dotati di una mente matematica per porsi qualche domanda:

  • dalla fine del 1987 ammesso che l’anno accademico possa iniziare in quel periodo dell’anno, a metà del 1990 intercorrono circa due anni e sei mesi, domanda: è possibile conseguire il titolo di laurea in Medicina e Chirurgia in un così breve lasso di tempo? (20)

  • non si può esercitare la libera professione se non previa iscrizione all’Albo della Provincia di residenza,(21) quindi, la nostra Jenet “può” aver esercitato solamente dopo la metà del 1994, in pieno marasma di: matrimonio, gravidanze, svezzamenti, fallimento della ditta di famiglia, licenziamenti, estorsioni e denunce. Domanda: come e quando può aver trovato, se non la serenità, il tempo ed il denaro occorrente per allestire uno studio e dotarlo di attrezzature di un costo superiore ai 200.000,00€? Domanda: ha potuto svolgere questa attività professionale, destinando all’uso un qualsiasi locale di fortuna nel proprio domicilio?

  • Domanda: come e da dove si è materializzata tutta quella numerosissima clientela che può aver fatto definire lei “affermatissima” e la sua attività “avviatissima”? (22)

  • Domanda: come mai pare che non esista traccia alcuna di tale attività? Nessuna iscrizione alla Camera di Commercio e nessuna dichiarazione all’Agenzia dell’Entrate? (23)

Dal 1994 al 1997 malgrado due gravidanze, un fallimento, angustie varie determinate da minacce, estorsioni e denunce i nostri coniugi hanno avuto modo (a loro dire) di condurre un’esistenza dorata e brillante corredata da vacanze, viaggi e soggiorni in località amene, frequentazioni altolocate, ricevimenti, cene in locali prestigiosi, dotarsi di un parco macchine invidiabile, di barche, ville al mare ed in montagna, di personale di servizio, il tutto nello sfolgorante scintillio di gioielli e sfoggio di pellicce (non ecologiche, ovviamente!) della nostra Jenet!

  • Non potendo nemmeno lontanamente ardire di prendere in considerazione la possibilità che possano aver vissuto more uxorio (in un contesto socio/culturale poco incline a permissivismi di questo genere ancor oggi, immaginiamoci 20 anni fa!) nei meno travagliati anni precedenti il matrimonio (anche se a ben vedere da quanto si riscontra nei racconti del nostro guru, i suoi guai ebbero inizio nel lontano 1986 ancor prima del fidanzamento!) per poter condividere tanto agiata esistenza; è legittimo domandarsi se il tutto non possa risultare un “po’” strano? Non è altrettanto strano che nemmeno i compaesani di Jenet non abbiano memoria di cotanti sfarzi?

  • Non si può certamente dire che a questa famiglia faccia difetto la fantasia! Ma non è una fantasia gratuita, ha un suo perché …! Nel capitolo “I TESTIMONI DI GIUSTIZIA” si vedrà quanto questa abbia avuto il suo peso, e … non irrilevante!

In conclusione: dal 1994 anno della iscrizione all’Albo, cioè da quando avrebbe potuto esercitare, la nostra Jenet a conti fatti, pare non abbia avuto modo di farlo sino all’incontro fatidico con Pigmalione nel 2010 avvenuto dopo 13 anni di latitanza! (24)

Questo è quanto si evince da documentazioni ufficiali.

Siccome qualcuno, pieno di soldi od avido di procacciarsene potrebbe essere intenzionato a querelarmi per diffamazione per ciò che scrivo, è d'obbligo fare alcune precisazioni. Tutti i fatti da me riportati sono rigorosamente reali, le fonti d'informazione attendibili e legittime, così come le documentazioni a supporto essendo queste accessibili al pubblico utente e prive di ogni qual si voglia obbligo di secretazione. Pertanto buona lettura!

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